Martedì 12 maggio 2026 si è svolto, presso la sede di via Trieste dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, il convegno “Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e da EBIS (Ente Bresciano Istruzione Superiore), in collaborazione con Globus et Locus.
L’incontro è stato l’occasione per presentare il volume Brescia glocal. Esperienze e scenari di trasformazione (a cura di V. Cesareo, Vita e Pensiero, Milano 2026) e il testo Brescia glocal. La voce dei protagonisti (a cura di M. Tedeschi, V. Corradi, D. Fedreghini, Brescia, 2026).
L’iniziativa ha rappresentato un momento di riflessione pubblica sull’identità glocale di Brescia, a partire dai risultati della ricerca coordinata dal Prof. Vincenzo Cesareo e dedicata alle trasformazioni economiche, culturali, turistiche e ambientali del territorio bresciano. L’indagine, basata su circa trenta interviste qualitative, ha messo in luce la compresenza di radicamento locale e apertura globale come tratto distintivo del contesto bresciano.
La ricerca costituisce l’aggiornamento di un percorso di riflessione avviato alcuni anni fa dall’Università Cattolica e da Globus et Locus, anche a partire dalle tematiche contenute nella Lectio Magistralis al Dies Academicus 2017 della sede bresciana. L’obiettivo era contribuire a rafforzare e valorizzare la presenza dell’Università Cattolica a Brescia attraverso la condivisione di una prospettiva “glocale” sulle sfide che investono gli ambiti più significativi e strategici del tessuto culturale, economico e sociale bresciano.
Il convegno ha preso avvio con l’intervento del Rettore Elena Beccalli, cui sono seguiti i saluti di Alessandro Azzi, presidente di EBIS, di Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus, e di Laura Castelletti, sindaca di Brescia. Dall’indagine presentata nel corso del convegno emerge come la prospettiva glocale sia percepita sia come scenario interpretativo sia come concreta strategia d’azione da parte degli attori economici, culturali e istituzionali del territorio. In questa direzione, il Rettore Elena Beccalli ha evidenziato che “Brescia e il territorio bresciano hanno dato ampia prova di sapere agire seguendo una sana logica glocal”, indicandolo come un contesto molto interessante per sperimentare metodi, elaborare analisi e costruire conoscenza.
Nel suo intervento, il presidente Bassetti ha sottolineato come “Brescia si distingua per il suo approccio comunitario alla produzione, profondamente innervato di cultura cattolica, legato fortemente al territorio ma aperto al mondo. […] Il glocalismo ci sfida a considerare il territorio in modo diverso. Oggi dobbiamo riferirci all’Europa, perché è quella la nostra dimensione, e pensare il pianeta come parte di un nuovo orizzonte”.
Gli approfondimenti tematici sono stati affidati a Caterina Bracchi, dell’Alta Scuola per l’Ambiente, a Davide Fedreghini, del Centro studi Confindustria Brescia, e a Massimo Tedeschi, giornalista del Corriere della Sera.

La tavola rotonda conclusiva, presieduta da Giovanni Gregorini, ha visto la partecipazione di Maria Chiara Franceschetti, Roberto Saccone, Eugenio Massetti e Lanfranco Senn. Nel confronto sono emersi svariati spunti tematici per il futuro del territorio: il rapporto tra imprese e mercati globali, la valorizzazione delle filiere locali, il turismo come settore industriale, la cooperazione territoriale e la necessità di costruire alleanze capaci di interpretare i grandi megatrend internazionali. Il Prof. Lanfranco Senn ha individuato tre compiti per la città e la sua area vasta: ascoltare e capire cosa succede fuori (i megatrend); praticare una cooperazione intraprendente e imporre alleanze, accordi e vision, nell’ambito di un percorso di sviluppo e di accettazione del cambiamento.
Le conclusioni del convegno sono state affidate allo storico dell’economia Mario Taccolini, il quale, richiamando la lectio magistralis al Dies Academicus del 2017, ha ricordato come Brescia rappresenti un modello glocale virtuoso.













