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Innovazione e business collaboration nell’era della globalizzazione

Palinsesto, 2009

Il libro di Roberto Panzarani, psicologo delle organizzazioni, ed esperto di business innovation, è un utile compendio delle attualissime tendenze collaborative scaturite da un riposizionamento del capitalismo.

Nel suo ultimo libro, Citando James Surowiecki, l’autore di un altro interessante saggio, “La saggezza della folla”, Panzarani propone una visione secondo la quale oggi la cooperazione fra individui rappresenta una straordinaria opportunità per favorire lo sviluppo e la conoscenza: “Il potere non risiede mai completamente in un centro” dice Panzarani. “Molte decisioni importanti vengono prese da singoli individui sulla base delle loro conoscenze private e specifiche, non da un unico pianificatore onnisciente e lungimirante. Inoltre, in questo modo aumenta sia la gamma sia la diversità delle opinioni e delle informazioni di cui dispone il sistema”.

Il cambio di paradigma si è avuto a partire dalla completa affermazione di strumenti di comunicazione globali come la rete Internet, la quale ha contribuito ad affermare la necessità di operare secondo un’ottica di “business collaboration”, all’interno di una rete di contatti, scambi e opportunità reciproche sempre più vasta.
Una teoria, quella di Panzarani, anticipata da pensatori quali il “filosofo della collaborazione”, John Dewey, vissuto negli Stati Uniti a cavallo del diciannovesimo e del ventesimo secolo, che profetizzò che “il progresso di una società non dovrebbe misurarsi sulla base dell’incremento del prodotto lordo, come vuole l’economia politica, ma in termini di organizzazione sociale”.
Precursore della “società della mente” e in qualche modo anche del solidarismo cognitivo, Dewey arrivò a teorizzare il linguaggio come massima espressione della condivisione umana e come un’autentica “palestra” di allenamento del pensiero condiviso. Alla base di questo modo di pensare sta il “dono” che si fa del proprio pensiero a colui con cui si entra in relazione, e quindi l’importanza della perpetuazione di un pensare condiviso.
La sistematica messa in comune di pensieri fra persone, specie se diverse e distanti fra loro, è diventata realtà a partire dall’uso comune di moderni sistemi di comunicazione.

Oggi, il mondo evoluto è caratterizzato da numerosissime “comunità di pratica” al cui interno uomini e donne che hanno in comune un interesse specifico (per l’arte contemporanea, la biologia marina, la tecnologia avionica, eccetera) si incontrano e si scambiano opinioni e conoscenze.
In definitiva, quindi, Panzarani pone nella capacità di fare sistema, quindi, la vera opportunità per superare parzialmente o completamente uno dei dogmi del nostro tempo, quello che pretende che nella competitività esasperata risieda ogni progresso delle società umane. 

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