Città: rete, arcipelago o regione?

Lo abbiamo chiesto a Paolo Perulli, Professore di Sociologia dei processi economici e del lavoro all'Università del Piemonte Orientale e autore del recente saggio "La città" edito da Bruno Mondadori. 

La città assume forme sempre nuove: ora è rete, ora arcipelago, ora regione, e la sua dimensione si apre a dismisura. Come è possibile regolare uno spazio abitativo così esteso (sia geograficamente che virtualmente) attraverso politiche efficaci che siano nel contempo sostenibili e funzionali?

Negli ultimi anni si assiste a una vera e propria crisi spaziale, nel senso che la città, la sua dimensione metropolitana, non riesce più a ordinare lo spazio intorno a sé. Ancora all'inizio del Novecento si era pensato di poter pianificare razionalmente gli spazi urbani, oggi ci si rende conto, in primo luogo proprio dal punto di vista abitativo residenziale più che per quel che concerne le funzioni terziarie, commerciali eccetera, del fallimento di queste politiche. Già il grande architetto Gropius aveva proposto una città verticale onde ridurre il consumo di spazio urbano, ma i problemi della dispersione urbana appaiono a tutt'oggi irrisolti. Quali sono i rimedi? Anziché far crescere le città in maniera continua secondo logiche spontanee, ritengo sia preferibile collegarle in rete fra di loro costruendo sottosistemi territoriali, vere e proprie reti di città. In questo modo si eviterebbe, per esempio, di duplicare le funzioni (terziarie, direzionali, commerciali e anche sopratutto residenziali).

Mediolanum, ovvero Milano, lo dice il nome stesso, è il luogo che è situato nel mezzo. In mezzo e che cosa sta Milano oggi? Quali sono le cornici che stanno attorno al quadro Milano? Quali i referenti, le opportunità, i terminali sia globali che locali che faranno crescere ulteriormente la città?

A dire il vero, Milano, più che un quadro, è proprio una cornice. Ma cosa inquadra questa cornice? Come è fatta? La sua geometria è variabile, a seconda delle diverse funzioni che svolge. La funzione logistica, per esempio, presuppone una cornice molto ampia per cui Milano si protende fino a Novara, Piacenza, Bergamo e Varese. Milano, in questo ambito logistico di regolazione dei flussi delle persone, delle merci e dei servizi collegati, comprende addirittura città di tre regioni diverse. La funzione fiera, invece, in apparenza più ristretta dato che ruota attorno al vecchio polo fieristico e a quello nuovo di Rho-Pero, in realtà organizza i flussi provenienti da tutto il Nord Italia, in particolare dal Nord Est interconnettendo i flussi fieristici dell'intera piccola e media industria italiana con quelli delle imprese espositrici e visitatrici del mondo, specie europee. Altre funzioni, quelle in grado di organizzare i flussi immateriali (ricerca, università, design), sono presenti e hanno il loro peso a Milano. È sottointeso che i flussi che Milano genera, polarizza e attrae sono poi rilanciati in tutto il mondo, dato che il nodo milanese ha certamente una irradiazione di scala globale.