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    Adelina Patti la grande diva che ha imposto la lirica in California 


    1884. Al Teatro Golden Gate di S. Francisco, in California, canta una soprano italiana. Le musiche sono di Bellini, di Verdi, di Rossini... il meglio della produzione lirica mondiale e la folla ascolta estasiata. Sarà il primo concerto in una città che per anni tributerà alla cantante italiana una vera e propria adulazione. In quegli anni ancora lontani dal primo cortometraggio e dal successo hollywoodiano, in tutta la California e in gran parte degli Stati Uniti scoppierà la Pattiepidemia, ovvero la felice pazzia per Adelina Patti, eroina delle scene teatrali, e donna dal fascino latino.
    Arrivata al successo quasi al debutto, questa donna dalla voce d’oro sarà per S. Francisco la grande star della seconda metà del secolo XIX, e porterà moltitudini di fans in delirio dietro la sua carrozza, o dietro la porta di servizio del teatro.
    Fotografie di Patti e del contralto Scalchi avrebbero ornato le vetrine della città, mantelli da opera sarebbero stati venduti per la "stagione Patti", ventagli sarebbero stati dipinti in Patti-style, nel suo nome sarebbero usciti oggetti come i fazzolettini di merletto, binocoli di madreperla, le borsette da teatro.
    Un successo meritato quello della soprano italiana, in uno stato, la California, che dell’Italia tanto aveva assorbito, sin dai tempi delle prime navi piene di liguri e di siciliani che attraccavano nella città battezzata nel nome del santo italiano.
    Nata nel 1843 a Madrid, Adelina era figlia di genitori avvezzi alla musica. Madre romana, Adelina aveva un padre siciliano, Salvatore, discreto cantante e capace impresario, ottimo sponsor per una figlia che avrebbe denotato presto grandi doti musicali.
    Adelina aveva debuttato nel 1859 a New York, con una memorabile "Lucia di Lammermour" di Donizetti. Dotata di vocalità prodigiose, questa bella ragazza italiana avrebbe dominato il pubblico di tutta l’Europa e degli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento, allietandolo con un repertorio vasto e improntato sulle arie leggere così come nei ruoli drammatici delle grandi opere italiane.
    Adelina aveva avuto numerosi attestati di stima quando decise di raggiungere la città di S. Francisco, ma nulla eguagliava l’amore viscerale che le avrebbe tributato la città californiana. Viaggiando attraverso l’Ovest e passando attraverso Salt Lake City, la soprano italiano aveva avuto modo di ricevere sulla sua vettura riservata la visita di Brigham Young, guida spirituale dei Mormoni d’America il quale le aveva chiesto di cantare al Mormon Tabernacle, una richiesta decisamente eccezionale. Ma nella città costiera migliaia di persone avrebbero reso questa cantante, oramai avvezza al suo ruolo di primadonna, una diva vera e propria. Speculatori erano al lavoro per vendere i biglietti degli spettacoli a prezzi favolosi, tantissimi agognavano assistere -invano- alla première della cantante italiana. Anche il giudice che aveva condannato l’impresario della Patti ad una contravvenzione per l’ingombro causato dai fans, avrebbe richiesto il risarcimento sotto forma di biglietti teatrali. Per i concerti della soprano si vendevano ogni ritaglio di superficie libera come posto in piedi, contribuendo a costruire giorno dopo giorno il puzzle di un mito epocale. E la cantante italiana aveva intuito quanto importanza avessero anche gli atteggiamenti di costruito portamento. Ancora oggi si racconta della sua pretesa di essere pagata - Cinquemila dollari a spettacolo- in contanti, e della sua meticolosità di contare i soldi uno per uno, prima di ogni spettacoli, a mo’ di concentrazione.
    La stagione terrena di Patti si chiuse nel Galles nel 1919 ma la passione musicale per l’opera - soprattutto quella italiana- sarebbe restata a lungo nel ngue dei californiani.
     

    Generoso D'Agnese,
    News ITALIA PRESS 

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