La lirica italica di Pavarotti
Dopo la sua scomparsa, molte cose sono state dette e scritte su Luciano Pavarotti e sulla sua musica. Big Luciano, così lo chiamavano i più, era così popolare perché ha riunito in un tutt’uno la lirica italiana, il melodramma e il pop moderno? Oppure perché è stato il continuatore di una tradizione e il contaminatore di più generi musicali, riuniti nella sua Modena in concerti che hanno fatto conoscere agli amanti del pop la lirica, e viceversa?
Vorrei, tuttavia, sottolineare come l’omaggio a un tenore certamente bravissimo, ma italiano, anzi modenese fino al midollo come tutta la sua vita ha dimostrato, sia stato un omaggio autenticamente globale. Gli sono state dedicate più di 200 prime pagine dalla stampa di tutti e cinque i continenti. Le trasmissioni tv si sono sprecate e le esequie sono state coperte in diretta dal canale di news globali CNN.
Certo, la lirica del modenese Pavarotti è un’emozione che ha radici localissime e legate a tradizioni canore specifiche. Questa emozione è poi assurta a fenomeno della cultura globale, un fenomeno che ha ben poco a che fare con l’Italia e che va molto al di là delle pur notevoli eccellenze canore del nostro Paese.
Nel caso di Luciano Pavarotti è infatti necessario prendere in considerazione la dimensione italica della sua opera e della sua fama. Pavarotti era associato anche da chi non lo conosceva particolarmente bene al nostro gusto musicale. In realtà è stato un vero e proprio maestro, morto per rinascere con la sua musica presso tutti coloro che apprezzano la bellezza del canto. La sua lirica ha raggiunto una dimensione globale, riconosciuta e riconoscibile ovunque, proprio perché italica nel mondo.
Rimarrà nel cuore di tutti noi italici.
Italicando
Vincenzo scrive,
18 Settembre 2007 @ 5:30 pm
La grande astuzia di Pavarotti è stata quella di accostare le più belle arie d’Opera a ballate pop a uso e consumo di masse oceaniche. Operazione riuscita sul piano commerciale, ma discutibile su quello musicale. Spero che, così facendo, sia almeno riuscito ad avvicinare più gente alla Lirica…quella vera!!
mauro scrive,
23 Ottobre 2007 @ 6:25 pm
Un omaggio al grandissimo tenore,forse non il più grande in questi anni,voce meravigliosa, squillante pura ma adatta solo ai timbri squillanti ed agli acuti,non molto adatta ai toni bassi che venivano abilmente ” modificati” in questo e per le parti meno ” Romantiche” era senz’altro più adatto Placido Domingo altra voce sublime, potente, flessibile che personalmente preferivo anche a quella dell’amatissimo Maestro Pavarotti.
Il maestro ha continuato a cantare anche quando la voce non lo sorreggeva più per un’opera completa ed ha fatto benissimo a partecipare a concerti dove l’impegno si limitava a poche arie popolari peraltro aiutato dall’amplificazione.
Un saluto Mauro
Sergio scrive,
25 Ottobre 2007 @ 2:29 pm
Certo Mauro, tu sottolinei giustamente come Pavarotti sia stato un grande della lirica, ma non l’unico.
L’immagine di Pavarotti però non coincideva più – e questo ormai da molti anni – soltanto con la sua musica. Egli è stato soprattutto un grande comunicatore dei valori che molti ci invidiano: la bellezza, l’armonia, insomma, la vita che si fa arte.
melanie scrive,
1 Luglio 2008 @ 5:04 pm
In questi miei primi 10 anni per me PAVAROTTI è stato il mio insegnante di musica lirica e la prima canzone che mi ha insegnato è ” LA DONNA E’ MOBILE” .
GRAZIE PER ESSERE ESISTITO