La lirica italica di Pavarotti
Dopo la sua scomparsa, molte cose sono state dette e scritte su Luciano Pavarotti e sulla sua musica. Big Luciano, così lo chiamavano i più, era così popolare perché ha riunito in un tutt’uno la lirica italiana, il melodramma e il pop moderno? Oppure perché è stato il continuatore di una tradizione e il contaminatore di più generi musicali, riuniti nella sua Modena in concerti che hanno fatto conoscere agli amanti del pop la lirica, e viceversa?
Vorrei, tuttavia, sottolineare come l’omaggio a un tenore certamente bravissimo, ma italiano, anzi modenese fino al midollo come tutta la sua vita ha dimostrato, sia stato un omaggio autenticamente globale. Gli sono state dedicate più di 200 prime pagine dalla stampa di tutti e cinque i continenti. Le trasmissioni tv si sono sprecate e le esequie sono state coperte in diretta dal canale di news globali CNN.
Certo, la lirica del modenese Pavarotti è un’emozione che ha radici localissime e legate a tradizioni canore specifiche. Questa emozione è poi assurta a fenomeno della cultura globale, un fenomeno che ha ben poco a che fare con l’Italia e che va molto al di là delle pur notevoli eccellenze canore del nostro Paese.
Nel caso di Luciano Pavarotti è infatti necessario prendere in considerazione la dimensione italica della sua opera e della sua fama. Pavarotti era associato anche da chi non lo conosceva particolarmente bene al nostro gusto musicale. In realtà è stato un vero e proprio maestro, morto per rinascere con la sua musica presso tutti coloro che apprezzano la bellezza del canto. La sua lirica ha raggiunto una dimensione globale, riconosciuta e riconoscibile ovunque, proprio perché italica nel mondo.
Rimarrà nel cuore di tutti noi italici.
Italicando