La 500 ritorna, sarà l’utilitaria degli italici?

fiat 500 (source:flickr by txkun)  Il successo della promozione del nuovo modello della Fiat 500, legato al cinquantesimo dell’uscita del modello originale, va al di là, e di molto, dei confini nazionali.  Quest’auto è sicuramente stata un simbolo del made in Italy. L’auto era prodotta a Torino e venduta soprattutto agli italiani. Nell’immaginario collettivo nostrano la 500 corrispondeva infatti al prototipo dell’utilitaria, l’auto popolare italiana per eccellenza.
Oggi la 500 vive un grande rilancio e non si può non sottolineare come in questo caso una creazione tipicamente italiana, la 500, assurga al ruolo di ambasciatore non più delle sorti produttive nazionali ma di un mondo e un modo di fare italico. Infatti, la nuova 500 non viene più costruita in Italia e non necessariamente sarà guidata dagli italiani.
Un prodotto italico è fabbricato in tutto il mondo e si propone a un pubblico di consumatori più ampio. Naturalmente, i primi consumatori del made by italics sono proprio gli italici.
Affermare esplicitamente che un nostro prodotto come la 500 è oggi italico, anziché semplicemente italiano è un’operazione lungimirante. Il successo collettivo del modo di vivere e di fare nel mondo degli italici dipende in larga misura da intrecci e incroci di immaginari, in un riconoscersi di relazioni sempre più strette e significative.
Sono convinto che se la Fiat, con la nuova 500, lo facesse con e per gli italici nel mondo, raddoppierebbe come minimo l’appeal e le dimensioni del mercato del suo nuovo modello.

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