Italici in Brasile
Riporto qui di seguito la mia reazione - pubblicata nella sezione Lettere al Corriere del 15 Aprile - all’articolo “Le ambizioni del Brasile” di Sergio Romano.
Caro Romano, le scrivo dopo aver letto l’articolo in cui lei invitava Prodi a considerare gli oriundi italiani del Brasile come degli autentici brasiliani e non italo- brasiliani. Ho visto le reazioni. Ho pensato alla nostra esperienza maturata utilizzando la categoria dell’«italicità» e per la quale, a evitare equivoci, si chiamerebbero gli italiani del Brasile o i brasiliani di ascendenze italiane semplicemente italici, come gli altri 200 milioni di persone sparse nel mondo unite dai valori, dalla cultura e anche dagli interessi di origine italiana. Forse, così facendo, ci saremmo lasciati alle spalle sia la stantia retorica della nostalgia della patria lontana, che qualsivoglia discorso atto a incrinare la lealtà degli italici brasiliani nei confronti del Brasile: Paese in cui vivono e operano e dal quale hanno un grande interesse a interagire con il sistema Italia, culturalmente, economicamente e sul piano dei valori. D’altronde, un’influenza sulla vita politica nazionale gli italici l’hanno pur avuta in occasione delle ultime elezioni nazionali italiane, nelle quali la sopravvivenza del governo è appunto dipesa dal voto di un gruppo di italiani all’estero.
Piero Bassetti, pres. di “Globus et Locus”
Italicando