Il nostro turismo? Rendiamolo italico
Mi è capitato nei giorni scorsi, in un incontro tra personaggi di spicco della Lombardia e del Montana, di udir paragonare il nostro Lago di Garda agli scenari e ai paesaggi del Montana: l’approccio del turismo a questi luoghi ameni, seppur così distanti e diversi, potrebbe essere lo stesso.
Ho dato un’occhiata anche al nuovo portale del turismo italiano, www.italia.it, che dovrebbe promuovere il turismo nazionale. Mi sono chiesto se l’idea di promuovere il turismo di una nazione in maniera centralistica e top down sia ancora attuale nel mondo glocal o se non sia più efficace trovare delle modalità più aperte, bottom up e reticolari in cui la domanda e offerta turistica italica possano incontrarsi.
Alcuni mesi fa, a Lecco, in occasione della convention delle Camere di Commercio italiane all’estero, è stata delineata un’idea nuova di turismo in grado di accomunare gli italici. L’obiettivo è quello di superare in modo brillante gli ostacoli di competitività giocando la carta del rapporto, della relazione culturale. Gli italici infatti sono una comunità globale di persone che, per affinità culturale e/o di provenienza, possono facilitare lo sviluppo e il miglioramento qualitativo dell’offerta turistica in Italia e nel mondo. Quando si comunica con un italico non è necessario magnificare le bellezze dell’Italia: le conosce e le apprezza già.
Accanto a un turismo “in arrivo” da parte degli italici, vi è anche un turismo “in partenza” verso le comunità italiche sparse nel mondo. Perché non scegliere di alloggiare presso gli alberghi degli italici e di mangiare nei ristoranti italici una volta che siamo all’estero? Vi ritroviamo il nostro gusto e le nostre scelte di vita e di benessere.
La domanda e l’offerta turistica possono così incontrarsi proficuamente e le offerte regionali, quelle del Montana e quelle della Lombardia ad esempio, possono avere un impatto sia locale (tipico) che globale (ciò che è tipico presentato nel mondo) ben maggiore di quelle nazionali. Fra italici e con gli italici è possibile un rilancio del nostro Paese e delle sue bellezze.
Piero Bassetti
Italicando
Sergio Roic scrive,
30 Marzo 2007 @ 11:54 am
Da noi in Ticino, l’Ente del Turismo promuove spendendo milioni (di franchi svizzeri) un fazzoletto di terra, bello sì, ma anche del tutto slegato (nell’ottica di questi “professionisti” del turismo) da ciò che lo definisce maggiormente: la città di Milano e le sue reti che interagiscono con tutto il mondo.
Alle nostre latitudini si è fatto qualcosa per ricompattare l’immagine comune italica nell’ambito dell’Insubria, ma è ancora troppo poco. Lanciamo un turismo italico che colleghi le eccellenze comuni! Chi atterra a Malpensa deve pensare che, a pochi chilometri di distanza, si trova un lago italico, quello di Lugano, al pari di quello Maggiore o di Como.
Il turismo muove alla riflessione le menti della globalità? Forniamo, allora, a queste menti un’offerta turistica degna di nome, e comune.
rimini scrive,
13 Aprile 2007 @ 3:27 pm
Il portale è senza dubbio di ottima struttura dal lato grafico, forse un po troppo complesso invece per quanto riguarda l’ informazione.
Elisa Romano scrive,
13 Aprile 2007 @ 4:07 pm
Secondo me invece la grafica, con eccessivo uso di animazioni flash, è troppo invasiva e poco funzionale, oltre a rendere la navigazione lenta. Insomma, al turismo italiano serve davvero un ennesimo sito-vetrina, o non sarebbe forse più utile fornire agli operatori degli strumenti che permettano di misurare i gusti e le esigenze dei turisti interessati a visitare l’Italia?
Qualche mese fa era stata lanciata un’iniziativa più interessante (e sicuramente meno costosa) “Turisti protagonisti” (http://www.turistiprotagonisti.it/contrib/index.php)dove si chiedeva ai turisti italiani all’estero di raccontare i loro viaggi e valutare i pro e i contro delle mete estere rispetto a quelle italiane. Ne è nato un forum che ha raccolto più di mille racconti. Credo che lì ci sia materiale in abbondanza per capire come mai il settore turistico italico non è competitivo, nonostante lo straordinario patrimonio artistico, naturale e storico del Bel Paese.