Convegno della Comunità Italofona 2010

Lugano, 4-5 novembre 2010

Nello sviluppo delle riflessioni sulla problematica del glocalismo, Globus et Locus ha sempre trovato un interlocutore particolarmente significativo, data la sua natura intrinsecamente glocal, nella Svizzera. In particolare, in Canton Ticino abbiamo sviluppato una collaborazione con Coscienza Svizzera, con la città di Lugano (nostro socio) e la Comunità Radiotelevisiva Italofona. Proprio quest'ultima, giunta al 25esimo anno di attività, si è riunita a Lugano, per il suo Convegno annuale, quest’anno dedicato al tema “L’Italiano nostro e degli altri”.

All'incontro, si è parlato del futuro della lingua e della cultura italiana nell’era glocal e un apprezzato contributo è stato portato anche da Globus et Locus, attraverso la presenza del suo Presidente, Piero Bassetti.
Tra le novità si segnala la nomina del nuovo presidente, Dino Balestra, Direttore della Radiotelevisione della Svizzera italiana. Balestra - che subentra a Remigio Ratti, presidente uscente, il quale ha ricevuto numerosi apprezzamenti e attestazioni di stima per il lavoro svolto - nel suo intervento introduttivo ha posto il tema del ruolo che la Comunità Italofona è chiamata a svolgere per favorire l’aggregazione dei soggetti che si riconoscono nella comune identità italica, partendo dalla consapevolezza che, oggi, l’italiano e la cultura italiana nel mondo si esprimono sempre di più attraverso una pluralità di linguaggi e non tramite la sola lingua italiana.
Per rispondere a questa sfida, il nuovo presidente ha suggerito di articolare la riflessione e le attività lungo tre interessanti concetti, che a suo avviso sono particolarmente in linea con la sensibilità italica: la prossimità, la frontiera, il piacere. La prossimità nasce dalla comprensione che, nel mondo glocal, ci si aggrega più per affinità che in base alla condivisione di uno stesso territorio; la frontiera ci richiama a tener presente la nascita di nuove lingue e linguaggi nel mondo multimediale e multicanale in cui viviamo; il piacere è, infine, quello che scaturisce dal suono della lingua, dalla bellezza della letteratura, dell'arte, della musica, della gastronomia italiche.

Questi temi sono stati ripresi dallo scrittore Paolo Rumiz, nel suo evocativo intervento “Le sensazioni di un viaggiatore italiano in giro per il mondo”, con cui ha aperto la Tavola Rotonda del pomeriggio condotta da Michele Fazioli, con Piero Bassetti, Giacomo Mazzone, Nicoletta Maraschio, Mira Mocam, Suor Maria Teresa Ratti e Ingrid Rossellini (tramite intervista video).
Proprio partendo dal tema del viaggio, Piero Bassetti ha poi sviluppato il suo intervento, nel quale ha posto una serie di problematiche sulle modalità per rispondere concretamente alle sfide che si profilano per la Comunità Italofona e per tutti noi, che sono poi state ampiamente riprese dagli altri interlocutori presenti.

Il Presidente di Globus et Locus ha infatti richiamato l’attenzione su una tematica centrale, e cioè quale italiano si vuole vedere diffuso nel mondo, prendendo atto che i popoli, oggi, sono più vicini alle civilizzazioni che li esprimono che non al passaporto che possiedono. Questo vale anche per l’italicità, la quale al suo interno accoglie la presenza di un meticciato identitario (e anche di cittadinanza, basti pensare al passaporto europeo) e parla una lingua spuria, figlia delle contaminazioni subite nei diversi luoghi frequentati. L’italicità, in quanto pluridentitaria e glocale, è quindi anche plurilinguista. In questo contesto, la lingua di riferimento per gli italici potrebbe anche non essere più unicamente l’italiano, ma l’inglese.

Queste considerazioni sono state riprese e condivise da Giacomo Mazzone, Direttore dell’Audit Strategico di European Broadcasting Union, il quale ha messo in luce come il fatto che la presenza della lingua italiana nel settore dei media, a livello mondiale, non sia rilevante può anche essere letto come la capacità di non porsi in modo invasivo nei confronti di altre culture e dunque dimostrare che gli italici sono pronti ad aprirsi alla pluriidentità.

Una sfida, questa, di fronte alla quale Globus et Locus ha riconfermato la sua disponibilità a dare il suo contributo. 

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