Immaginari Postdemocratici

A cura di A. Abruzzese e V. Susca, Franco Angeli 2006

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Immaginari Postdemocratici

Questo libro riunisce e approfondisce gli interventi dei partecipanti a un convegno tenutosi nel 2003 a Roma sui temi: democrazia, new media e postmodernità.

Tracciando, come dice lo stesso titolo, degli “immaginari postdemocratici”, gli autori hanno cercato di capire i rapporti reciproci che caratterizzeranno nel prossimo e medio futuro gli scenari politici, le nuove tecnologie della comunicazione e le soggettività globali e locali emergenti, dando conto con intelligenza del passaggio dall'epoca moderna a quella post-moderna.

“La chiave postmoderna indicata da Michel Maffesoli – commenta il curatore Abruzzese – può aiutarci a comprendere che la nostra dimensione storica, culturale, sociale e antropologica ha tali elementi di discontinuità con la modernità e (soprattutto) con il 'pensiero' moderno da imporre una critica radicale dell'autorità”.

Gli indirizzi scaturiti sono molteplici, ma è indubbio che, come sostiene Derrick de Kerckhove riprendendo il discorso fondante di Marshall McLuhan, anche le forme della democrazia dovranno adattarsi alla nuova realtà mediatica che vede crescere la competenza telematica delle persone e la loro presa di coscienza come produttori e diffusori di opinioni in rete. La nuova realtà di internet, i blog, apre una nuova era anche per quel che riguarda la prassi e il consumo della politica permettendo e promettendo un nuovo tipo di democrazia e la creazione e la messa in rete di un numero sempre maggiore di opinioni e informazioni.

“Il blog in tal senso” sostiene sempre De Kerckhove “costituisce non la prefigurazione di una forma che verrà ma la cristallizzazione di un gruppo di influenza che già esiste. Nei paesi in cui si pratica il blog in maniera più massiva, iniziamo ad assistere allo sbocciare di alcune soluzioni politiche locali nonché al sollevarsi di questioni di policy decisamente mature (che superano l'obsolescenza delle cabine elettorali e le riduzioni delle proteste di piazza)”. Le forme di interazione fra i membri della comunità stanno, insomma, emergendo e si stanno caratterizzando più come “opinioni” che come “regole”.

Come ben sottolinea nelle conclusioni Alberto Abruzzese, il libro evidenzia “l’insorgenza di immaginari glocali in cui il tempo lungo delle narrazioni si frantuma nel tempo breve di connessioni e soggettività inattese”.

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