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Eurolobbisti

Matteo Lazzarini, Mursia, 2011

“Eurolobbisti”, scritto da Matteo Lazzarini, è un libro che fa chiarezza su ciò che è e ciò che non è il lobbismo europeo ed è pure un vero e proprio vademecum delle istituzioni europee, in primis quelle che si trovano a Bruxelles. Frutto della vasta esperienza e pratica della città belga e delle varie istituzioni che vi hanno sede da parte dell’autore, “Eurolobbisti” fa piazza pulita dei luoghi comuni che, purtroppo, sono spesso presenti anche nella stampa qualificata a proposito di istituzioni europee e interlocuzione con esse. Ad esempio, la funzione del lobbista vi è descritta con precisione e non in base a fumose interpretazioni o dietrologie. Dunque, il lobbista “rappresenta una persona giuridica privata o una categoria di attori pubblici, in nome dei quali informa il mondo politico. Fornendo all’interlocutore giusto, al buon momento, la buona informazione, il lobbista aiuta il politico a prendere la decisione con cognizione di causa”. Chiarezza, pure, sul numero dei lobbisti presenti a Bruxelles: “attualmente esistono due registri ufficiali dei lobbisti: quello del Parlamento europeo e quello della Commissione. Nel primo vi sono registrate circa 1800 organizzazioni per un totale di poco meno di 5000 persone con diritto di accesso. Il secondo conta invece più o meno 3800 iscritti, dei quali poco più di 800 con sede a Bruxelles. Molti compaiono in entrambe le liste”.

Avendo stabilito la funzione e il ruolo dell’eurolobbista, Lazzarini spiega in modo chiaro ed efficace il sistema consultivo e decisionale delle varie istituzioni europee e il modo in cui questo sistema può essere implementato, ovvero rifornito di informazioni utili. La lobby vincente, quella che produce risultati, è infine l’argomento conclusivo del libro, onde fornire agli italiani presenti a Bruxelles (purtroppo, spesso troppo assenteisti) e a coloro che devono giudicarne l’operato (la stampa, i media) un valido supporto per avvicinarsi a quel “grande sconosciuto” che sembra essere il mondo politico europeo, almeno dalle nostre parti. L’autore è, infatti, in chiaro sulla maggiore importanza che si dà alle istituzioni europee in altri Paesi, come la Germania e la Gran Bretagna, ad esempio. Seguendo i suggerimenti di questo libro che si fa leggere volentieri, anche il pubblico italiano e i suoi rappresentanti politici potranno farsi un’idea meno scontata di ciò che succede e di quanto può essere fatto a Bruxelles.

Recensione a cura di Sergio Roic

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