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Newsletter Globus et Locus, n.4, Dicembre 2015

E, allora, Svegliamoci Italici! 

Il 2015 è stato un anno particolarmente ricco e significativo per il progetto italici, su diversi fronti. Come avevamo anticipato nella scorsa newsletter, l’uscita del libro Svegliamoci italici! Manifesto per un futuro glocal, nel marzo 2015, ha progressivamente e spontaneamente stimolato un crescente numero di iniziative e progettualità di chiara matrice italica, da parte di diversi soggetti esterni all’Associazione.

Dato che il libro è finalizzato al “risveglio” degli italici sparsi nel mondo, ci pare particolarmente interessante l’uscita del libro in Sud America, nella versione in spagnolo, con il titolo Despertemos Italicos! Manifiesto por un futuro glocal, nell’ottobre 2015. Il libro è stato realizzato con l’editore Cyngular grazie all’iniziativa di Alfredo D’Ambrosio, Presidente della Camera di Commercio Venezuelano-italiana e da tempo impegnato nella promozione dell’italicità anche attraverso la piattaforma italicos.com. L’uscita in spagnolo si inserisce in una più ampia operazione culturale che dovrebbe portare anche alla realizzazione di una edizione in inglese, negli Stati Uniti. 

Sempre sul fronte della diffusione del pensiero Italico, è la notizia della nascita della collana Italicità, come sottocollana di Ricerche, promossa dall’editore Marsilio. Il primo volume, L’Italia allo specchio. Linguaggi e identità italiani nel mondo (gennaio 2015), è stato realizzato in collaborazione con la University of Pennsylvania e Globus et Locus. Fra le iniziative spontanee di matrice italica, si inserisce anche il libro di Luca Meldolesi, Italici e città, edito nel febbraio 2015 da Italic Digital Edition e nato da una collaborazione con Globus et Locus.

Sul fronte delle cosiddette “doghe” o incarnazioni dell’italicità, in questo caso sul design, è stato invece avviato nel novembre 2015 il progetto “Italic design Thinking” promosso da Fondazione Giannino Bassetti e Scuola Politecnica di Design, in collaborazione con Globus et Locus: una iniziativa tesa a esplorare e verificare il potenziale a livello mondiale della rete degli italici attraverso alcune figure di eccellenza nel mondo dell’imprenditoria e degli affari, della cultura e della creatività.

 

Migrantes e Globus et Locus all'Istituto italiano di Cultura di Londra   

Dopo i numerosi eventi in Italia e in Svizzera, lo scorso 3 dicembre si è tenuta anche a Londra, all’Istituto italiano di cultura, la presentazione del libro Svegliamoci italici! Manifesto per un futuro glocal, contestualmente alla presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2015, della Fondazione Migrantes.

 

L’evento “Italici nel mondo: il ruolo delle comunità italiane all’estero” si è svolto alla presenza di personalità quali il Console Generale d'Italia a Londra, Massimiliano Mazzanti, e di Leonardo Simonelli, Presidente di Assocamerestero e della Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom.

Nel suo intervento di saluto iniziale, il Presidente dei Comites di Londra, Pietro Molle, ha sottolineato l’importanza di iniziare a riflettere criticamente sul ruolo e le potenzialità degli italiani nel mondo. Ha poi preso la parola Don Antonio Serra, delegato delle missioni cattoliche di lingua italiana in Gran Bretagna, il quale ha ribadito l’importanza di analizzare con parametri concettuali nuovi il fenomeno delle mobilità umane, anche per aiutare la Chiesa ad assolvere il suo compito di assistenza. Dallo studio della Fondazione Migrantes, infatti, già presentato a Roma lo scorso 6 ottobre, emergono cifre e tendenze molto significative: Delfina Licata, responsabile del Rapporto, ha sottolineato come solo lo scorso anno abbiano lasciato l’Italia circa 101mila italiani, il che porta il numero dei cittadini italiani all'estero a quasi 5 milioni, con una crescita del +49,3% in 10 anni.

Come evidenziato poi da Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus, nel suo intervento, questi sono dati che confermano come la presenza italica nel mondo, risultato di tutti i fenomeni migratori e di mobilità (di italiani, ticinesi, sammarinesi, dalmati, ecc) che hanno caratterizzato la storia della Penisola e del mondo, rappresentino oggi una risorsa per l’affermazione della nostra cultura nel terzo millennio. Gli italici, in quanto world community ovunque dislocata nel mondo, si aggregano infatti sulla condivisione di valori, interessi ed esperienze comuni e possono giocare un ruolo fondamentale in quello che è e sarà un mondo glocal e non più di stampo westfaliano.

La presentazione del libro a Londra è stata quindi, oltre che una importante occasione per avviare un dibattito su queste tematiche in una realtà ricca di italici come quella londinese, anche una opportunità per avviare sinergie concrete con  interlocutori che stanno già costruendo delle reti di italici, come la realtà di Italian Kingdom.

 

World Forum 2015 of regional and sub national legislative assemblies 

Nell’ambito delle dinamiche che coinvolgono le sfide poste ai sistemi regionali nel quadro europeo, Globus et Locus ha partecipato, su invito della Presidenza del Consiglio Regionale lombardo, al "World Forum 2015 of regional and sub national legislative assemblies" svoltosi il 23-24 ottobre presso la Regione Lombardia, al quale erano state invitate a partecipare le Associazioni fra le Assemblee legislative europee ed extraeuropee a livello mondiale, ma anche i singoli parlamentari regionali, oltre ai rappresentanti delle Istituzioni nazionali, europee ed internazionali. Al Presidente Bassetti era stato chiesto di tenere un keynote speech nella sessione plenaria, sul tema “Il futuro delle sovranità. Potere degli Stati nazionali, delle Autonomie Locali e Governance sovranazionali. Dove va la sovranità, chi la esercita realmente e con quale legittimazione?”. In quella sede, il Presidente ha posto il tema di come, oggi, nell’era della glocalizzazione, la tradizionale coincidenza tra territorio, popolo, mercato, ordinamento, che caratterizzava lo Stato-nazione nel definito ambito della sua frontiera, risulti intaccata e rimescolata e, in questo nuovo scenario, le grandi regioni, a cui ci chiama l’Unione europea, sembrino preposte per riempire di contenuti politici, ma anche costituzionali, il nuovo disegno dell’Europa.

Gli approfondimenti e gli interventi sono contenuti nel sito ufficiale del Forum: http://www.calrenet.eu/documentation/documents-2015/

 

Venticinquesimo convegno AEMI: Europe and Migrations in the 3rd Millennium

Il 23-26 settembre 2015, il Centro Altreitalie di Globus et Locus ha organizzato e ospitato, a Torino, il 25°CONVEGNO AEMI, Association of European Migration Institutions, – l’organizzazione che include 40 istituzioni europee e che ha tra i suoi obiettivi lo studio delle migrazioni dei vari paesi europei, le migrazioni intra-europee e le politiche migratorie attuali.

L’incontro verteva sul tema, oggi più che mai attuale, delle nuove forme di mobilità e di flussi migratori in Europa e ha approfondito anche questioni quali l’alimentazione dei migranti, le politiche migratorie dei vari Paesi, le migliori pratiche dei Centri per la gestione delle immigrazioni e l’identità culturale europea creata dall’esperienza migratoria. Nel suo intervento di apertura dei lavori, il presidente di Globus et Locus, Piero Bassetti, ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa di questo tipo, in un contesto storico, quello attuale, nel quale la glocalizzazione ha posto nuove tipologie di problematiche, che richiedono nuove categorie analitiche per essere comprese e gestite.

I quattro giorni di incontri hanno visto la partecipazione di un centinaio di persone, tra cui i direttori dei maggiori Musei e Centri di ricerca europei e studiosi italiani e stranieri. Alcune delle relazioni presentate al Convegno sono state pubblicate su Altreitalie 51 (dicembre 2015), mentre gli atti compariranno nell’AEMI Journal del 2016.

 

Milano: chi scrive la storia di una città in trasformazione?

A partire dal settembre di quest’anno, l'Università degli Studi di Milano Dipartimento di Studi Storici in collaborazione con Fondazione Giannino BassettiAssociazione Globus et LocusAssociazione Lapsus, ha avviato un ciclo di incontri sul tema "Milano: chi scrive la storia di una città in trasformazione? Un ciclo d'incontri".

In occasione degli incontri si sono dibattuti, con interlocutori del mondo intellettuale ed accademico, temi legati alla trasformazione della città, le forme di statualità e della società civile nella storia di Milano, l’urbanizzazione e i modelli di sviluppo urbano, i media, il ruolo di Milano come nodo della rete globale.

Sul sito della Fondazione Bassetti è possibile guardare i video degli incontri:

http://www.fondazionebassetti.org/it/focus/2015/10/milano_chi_scrive_la_storia_di.html

 

Nuovo numero di Glocalism: On Global Risks

Cogliamo l’occasione di questa newsletter per annunciare che a giorni uscirà il nuovo numero di Glocalism. Journal of culture, politics and innovation promosso da Globus et Locus e dedicato al tema “On Global Risks”.

 

Letture natalizie

La società della rete. Nuove idee per l’uomo del futuro

di Cosimo Urban, Ulrico Hoepli Editore, 2015

Cosimo Orban, “ambasciatore” italiano della Network Society Project, l’organizzazione non profit fondata nel 2014 a Londra dal padre David e finalizzata a creare un movimento sulla rete, è un esperto in arti grafiche digitali e divulgatore di stampa 3D. Il fil rouge del suo libro “La società della rete. Nuove idee per l’uomo del futuro”, è la consapevolezza che il ruolo rivoluzionario della tecnologia, sul piano sociale, culturale e socio economico, sta minando alla radice la natura dello stato-nazione. Il risultato di questo radicale cambiamento sarà appunto una Network society, una società interattiva che si esprimerà con modalità molto diverse da quelle a cui siamo attualmente abituati. Le fondamenta dinamiche che, secondo Orban, serviranno da base per attuare la transizione socio economica nella società del futuro sono: l’energia, la manifattura, il cibo, la salute, la cultura e l’apprendimento, la finanza, la fiducia e la sicurezza, il governo e la politica. Questi sono gli “otto pilastri del cambiamento”, ossia gli ambiti che saranno radicalmente trasformati dalla tecnologia. Noi, come glocalisti, diciamo che a questi andrebbe forse aggiunto anche il concetto di nuova soggettività collettiva, che sta nascendo con il progressivo declino degli stati nazionali. L’intreccio complesso delle prospettive economiche e sociali che il processo storico in corso ha attivato offre grandi opportunità ma anche pericoli e insidie.

The Italians Who Built Toronto.  Italian Workers and Contractors in the City’s House building Industry 1950-1980

di Stefano Agnoletto, edizione Peter Lang AG, International Academic Publishers, Bern 2014

Un libro che ha dato vita anche a una community di italici su Facebook, quello di  Stefano Agnoletto (IUN University of Napoli e Modern History, Kingdom University of London) “The Italians who built Toronto”. Come afferma l’autore stesso, l’obiettivo del libro era quello di mostrare come le migliaia di italiani che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono andati in Canada in cerca di fortuna, nonostante le difficoltà iniziali abbiamo “dimostrato una straordinaria capacità di migliorare le loro condizioni” grazie alla loro creatività e spirito di adattamento. La progressiva trasformazione da operai - soprattutto nel settore dell’edilizia - che a stento parlavano italiano e che l’hanno anzi scoperto nelle relazioni reciproche a Toronto, a classe dirigente che parla inglese e che nel contempo sta riscoprendo il proprio dialetto d’origine è un esempio paradigmatico di come una comunità italica possa crescere ibridando la propria cultura di origine con un’altra e creandone, di fatto, una nuova. Fieri del proprio rapporto con la terra d’origine (l'Italia), che sentono come patria culturale ma non più politica, gli italici di Toronto rappresentano oggi una ricchezza per la città (che anche grazie a loro è una delle più multiculturali al mondo) e anche un assett per il futuro del nostro paese.

Disintegrazione. Come salvare l’Europa dall’Unione Europea.

di Jan Zielonka, Laterza, 2015

L’autore Jan Zielonka si definisce cittadino polacco, con un passaporto olandese, una casa in Italia e il lavoro in università britannica. Un vero europeo (e noi aggiungiamo anche italico) definito dalla pluriappartenenza. Il problema è che la dimensione europea confligge con quella che si evince dal lavoro delle istituzioni europee. Forse tutto ciò non è una novità, verrebbe da dire. Ma Zielonka non si rammarica di questa crisi dell’UE, di quella che lui chiama la disintegrazione europea, o meglio l’integrazione fallita. Per Zielonka l’Europa è di fronte a una svolta epocale, come lui sostiene, ed è la tesi principale del libro che si dipana nei diversi capitoli: “…l’indebolimento dell’Ue non rafforzerà gli Stati nazionali, ma sortirà l’effetto opposto…Con l’Ue indebolita gli Stati membri rafforzeranno altri attori politici come le città, le regioni e le organizzazioni non governative (ONG).” Questo significa confini ancor meno chiari, lealtà politiche più instabili e fluttuanti, sovrapposizioni tra competenze amministrative moltiplicate. In altre parole stiamo dando vita ad un “neomedievalismo”. Questo non significa che l’integrazione sia finita ma solo che prenderà altre vie. Non più quella centralista e top down da Bruxelles, ma quella locale, decentralizzata e reticolare, magari disordinata, di altri luoghi. E’ il nuovo paradigma del bottom up europeo. Recensione a cura di Riccardo Giumelli.

 

Rassegna stampa

ARRIVA KOONESS: IL NUOVO NETWORK DI GALLERIE ONLINE
Collezionedatiffany.com

Global Consensus on Climate Change is a Good Start 
Yale Global

New Materials for Manufacturing 
The Economist

Associazioni all'estero: nasce il Forum
Aise

Le smart cities evolvono con i cittadini, grazie al paradigma cloud "Fog"
Agenda digitale

 

Cogliamo l'occasione per augurare Buone feste a tutti e arrivederci al 2016!

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Nella sezione
29 aprile 2011

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