Nel quadro dell'ordinamento istituzionale europeo e delle politiche in atto (in particolare delle politiche di coesione e di "Europa 2020"), le regioni e le collettività locali appaiono come una grande risorsa e una grande opportunità per l'Unione e per gli Stati membri.
Le nuove aree regionali sono macroregioni transnazionali, a carattere territoriale, funzionale, reticolare e «a geometria variabile», che l'Unione europea si dispone a gestire, con l’obiettivo di promuovere il superamento delle disparità locali tramite interventi a vario livello, sulle disponibilità infrastrutturali, sulle reti energetiche, sui trasporti ecc. Questa nuova forma di regionalismo europeo può aprire nuovi percorsi per la realizzazione di politiche volte alla produzione di beni pubblici di livello europeo (ambiente, sviluppo sostenibile, capitale umano ecc.) in forme efficaci e legittimate.
In questa prospettiva di nuovo regionalismo macroregionale, l'approccio funzionale appare come una strada di sperimentazione che è opportuno intraprendere. Si tratta, in sostanza, di progettare e sperimentare forme di cooperazione fra regioni europee che vadano oltre la logica tradizionale della prossimità territoriale, e si realizzino invece intorno alle reti funzionali che attraversano i diversi territori, secondo configurazioni di diversa lunghezza e "a geometria variabile".
All'interno di questo quadro, il filone progettuale sviluppato da Globus et Locus mira a indagare il ruolo delle aree regionali, nel contesto dei nuovi percorsi di governance europea e più in generale globale.
In particolare, Globus et Locus ha promosso una una serie di attività di ricerca e progettuali sul tema del regionalismo in chiave glocal sul Nord Italia, con l'obiettivo di stimolare la presa di coscienza della necessità di sostituire ai tradizionali modi di governo nuove tecniche di governance. L'impegno di Globus et Locus si è concretizzato nella realizzazione di attività quali la ricerca "Regioni del Nord e nuovo regionalismo in prospettiva europea", nella stesura della prefazione del libro "La crisi italiana nel mondo globale. Economia e società del Nord", nelle riflessioni e progetti sul Mediterraneo e nella partecipazione a numerosi eventi in tutta Italia.