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Progetto di ricerca | Italic Network. Un nuovo approccio ai mercati esteri per i prodotti italiani di design | 2015

Il progetto è stato realizato da Globus et Locus su incarico della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

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Lo studio, realizzato nel 2015, si è posto l’obiettivo di realizzare, attraverso un percorso sperimentale di ricerca applicata, un innovativo strumento di business al servizio delle quasi 3.000 aziende del settore legno arredo e design presenti sul territorio brianzolo. L’intento era quello di identificare le aree in cui sia più facile trovare potenziali buyer per i propri prodotti e trasformare tali nodi strategici in piattaforme di distribuzione all’estero con la logica del cluster di vendita, valorizzando il comparto legno arredo e design e individuando nel contempo nuovi canali di vendita e di promozione nel mondo. L’output di questo lavoro è un database con gli indirizzi dei rivenditori, nelle città che dalla ricerca risultano come le più rappresentative per la presenza di italici. L'area geografica in cui si discute del settore del mobile Made in Italy è soprattutto l'Europa. Emergono in particolare 9 città: Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Amsterdam, Dublino, Valencia, Sofia e Riga. Alcune di queste si caratterizzano fra l’altro per la forte presenza di italici e dunque costituiscono un terreno di particolare interesse. Il continente Nord Americano rappresenta il mercato con maggiori opportunità per il settore del mobile Made in Italy. Spiccano alcune città in particolare: Los Angeles, New York, Chicago e San Francisco, mentre per il Canada le città di maggiore interesse sono Toronto e Vancouver, dove si segnala anche la presenza di oriundi italici.

L'altra area geografica importante per il settore del mobile Made in Italy è l'Asia, dove emergono città come Giacarta, Seul, Tokyo, Nuova Delhi e quattro città cinesi: Pechino, Hong Kong, Shanghai, Canton.

La ricerca ha evidenziato l’esistenza di alcuni aspetti favorevoli ad attenuare le difficoltà di penetrazione nel mercato asiatico, soprattutto cinese, da parte delle imprese del comparto dell'arredo e del design Made in Italy. Determinante è il ruolo delle nuove mobilità, infatti, nel caso della Cina, si rileva un crescente numero di immigrati che fanno ritorno nel loro paese, portandosi dietro una fidelizzazione culturale all’italianità in senso lato, che è poi anche una fidelizzazione di mercato. Per quello che riguarda il mercato cinese, la mediazione culturale che viene effettuata da “italici” di origine cinese o da cinesi di ritorno è tale da sopperire, talvolta, ai problemi che incontrano le aziende italiane che vanno in Cina e che non sanno trattare con i cinesi. Inoltre, negli ultimi anni, soprattutto in Cina si è registrata una grande richiesta di life-style e prodotti italiani, anche per quelli d'arredo.

La mappa delle città include anche Mosca ed Istanbul, due città che (insieme ad altre dell’area geografica che include i paesi dell'Europa orientale non appartenenti all'Unione Europea e la Russia - Belgrado, Kiev, San Pietroburgo e Zagabria) si prevede abbiano nel 2020 un aumento della domanda di mobili e prodotti d'arredo del 40% rispetto a quella prevista per il 2012, per un totale di 3,6 miliardi di dollari.

Città del Medio Oriente, nello specifico Dubai e Abu Dhabi, e dell'Africa, precisamente Lagos e Luanda sono state inserite nella mappa in quanto, sebbene si tratti di città che sono in ritardo rispetto a quelle di altre aree geografiche, esse si mostrano dinamiche e promettenti per il futuro. Si è riscontrato che questi sono mercati molto interessanti e in forte crescita, sia in termini di dimensione di sbocchi che di fidelizzazione, perché apprezzano il Made in Italy e hanno notevoli disponibilità economiche.

Per le imprese del mobile e dell’arredo, questo si potrebbe tradurre in ampie opportunità di business date le diverse attitudini al consumo, i differenti bisogni e i poteri d'acquisto dei potenziali acquirenti, in particolare la rete di italici.

Infine, nella mappa compaiono tre città che si contraddistinguono per la forte presenza di oriundi italici e di amanti dell’italian way of life. Si tratta di due città del continente sudamericano, San Paolo e Buenos Aires e di una città australiana, Sydney.

Quello che emerge dalla ricerca e dal confronto con gli imprenditori del settore, esponenti di autorevoli marchi brianzoli, è l’esigenza di elaborare un approccio nuovo, come quello italico, che fa da filo conduttore di tutta la ricerca. Un approccio che consenta non solo di creare una rete fidelizzata identificando dei nodi, nel mondo, dove sono presenti comunità italiche da trasformare in piattaforme di distribuzione per settori di business, ma anche di avere a disposizione un mercato di circa 250 milioni di persone. È evidente infatti che, per il nostro Paese, uno dei principali fattori di “glocalizzazione” è proprio la categoria cosiddetta degli italici, una delle più rappresentative comunità del mondo glocal. È sempre più evidente che, oggi, nel mondo glocal, sia ormai anacronistico presentarsi come portatori del “made in Italy”. Molto più produttivo sarebbe elaborare un approccio basato sul “made by italics”. Sono e saranno made by italics quei prodotti generati e scambiati nel mondo dalla business community italica, ovvero beni e servizi imperniati sulla qualità e sulle caratteristiche italiche, interpreti autentici dell’appeal del brand Italicità, ma anche le relazioni, gli scambi culturali e di potenziamento identitario e aggregativo che si realizzeranno sulla rete della civilizzazione italica, online e offline.

Gli italici possono rappresentare realmente un mercato potenziale di grande interesse per le aziende del Made in Italy, e non è un caso che si sia scelto di partire dal comparto del legno arredo e design, da sempre un’eccellenza in cui si esprimono il gusto, la qualità e il saper fare del manifatturiero italiano e brianzolo.  Il database realizzato in questa ricerca assolve quindi alla funzione di creare un network di luoghi dove, oltre alla crescita economica in corso, è più facilmente rilevabile la mediazione fidelizzata all’italicità ed è alto l’apprezzamento per un certo tipo di prodotti, quelli appunto italici. Sono fattori di estrema importanza, perché gli italici residenti in queste città potrebbero gradualmente costituire una rete di “amici” che, posti in condizioni fertili, avrebbero la possibilità di realizzare appieno il loro contributo di fedeltà alla dimensione del business italico. In questo modo, i produttori italici ricaverebbero un forte vantaggio comparato su altri mercati.

 

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