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Popoli glocal. Gli Italici

I nuovi popoli glocali, nati con la glocalizzazione, sono aggregazioni la cui identità non è soltanto etnica, linguistica o politico-istituzionale, ma piuttosto culturale, valoriale o legata all'esercizio di pratiche comuni.  Fra questi, gli ITALICI.

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In un mondo sempre più interconnesso, la soggettività individuale e collettiva, a lungo legata al concetto di territorio, non è più rapportabile alla dimensione territoriale. La glocalizzazione ha generato una fortissima mobilità di persone, idee e merci e ha modificato profondamente l’idea di cittadinanza e di appartenenza. Oggi, assume crescente importanza il valore e il vantaggio della relazione. 

Dalle diverse forme di mobilità e dalla caduta del concetto di confine, sono nati nuovi popoli glocali, gruppi di persone che si aggregano in rete e che hanno cominciato a immaginare e sentire le cose in comune, avendo per la prima volta l’opportunità di conoscere e di scegliere possibilità esistenziali e modelli di vita differenti e praticati da altri e altrove. Non più popoli nazionali, dunque, nati e consolidatisi sull’assunto “cuius regio, eius religio”, ma nuovi popoli glocali, risultato di appartenenze plurime. Sono quelle che vengono definite comunità “di sentimento”, la cui identità non è tanto o soltanto etnica, linguistica o politico-istituzionale, quanto piuttosto culturale e valoriale, e al tempo stesso comunità “di pratica” o “di funzione”, aggregazioni che si sono costituite appunto intorno all’esercizio di pratiche comuni.  

Nel nuovo contesto scaturito dalla dissoluzione delle tradizionali forme di identità e di appartenenza, sono nati nuovi popoli glocali, trasversali rispetto agli stati e ai territori, posti all’intersezione fra il locale delle origini e delle radici e il globale delle funzionalità. Questi popoli – intesi come individui o gruppi collocati in percorsi di mobilità territoriale e transnazionale – sono i nuovi "demos", i popoli emergenti dell'epoca della glocalizzazLe riflessioni di Globus et Locus sui popoli glocal si ricollegano al pensiero dai grandi teorici della post-modernità glocal (Z. Bauman, U. Beck, M. Castells) e approdano alle elaborazioni sull’identità del Premio Nobel Amartya Sen che nel suo libro Identità e violenza, propone di riconoscere che le identità nel mondo globalizzato sono plurime e che oggi chiunque può essere arricchito da una serie di pluriappartenenze, a condizione che le accetti come proprie. 

Da questo tipo di orizzonte sociale, politico e storico, Globus et Locus ha analizzato l’affermazione a livello globale degli italici. Con il termine “italici” e “italicità” noi indichiamo i cittadini italiani in Italia e fuori d’Italia, ma anche i discendenti degli italiani, gli italofoni e gli italofili: una comunità globale stimata attorno ai 250 milioni di persone nel mondo, alle quali la globalizzazione conferisce significati e potenzialità nuove e sono ora chiamati a dare un senso e una struttura alla loro aggregazione. Con il Progetto Italici, Globus et Locus si propone di offrire il suo contributo per far crescere questa community transnazionale e aiutarla a comprendere meglio la propria identità e il proprio ruolo nel mondo. 

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